SOUND | ESPLORAZIONI DELL’UNIVERSO SONICO

“Oggi tutti i suoni appartengono ad un campo continuo di possibilità, all’interno del dominio globale della musica. Ecco la nuova orchestra: l’universo sonico! E i musicisti: chiunque e tutto ciò che suona!”

(Raymond Murray Schaffer)

 

Il rapporto tra spazio fisico e suono è sempre stato oggetto di speculazioni, teorie, osservazioni e manipolazioni. Sin dall’antichità la consapevolezza che il suono fosse un fenomeno spaziale ancor prima che percettivo ha alimentato il pensiero di scienziati, letterati e artisti: Pitagora ipotizzò che il movimento degli astri nel cielo producesse un suono costante, impercettibile all’orecchio umano, insistendo sul principio metafisico per cui le relazioni matematiche non riguardano solo aspetti quantitativi, ma anche qualitativi della materia fisica. Se sull’idea che l’universo si producesse in un moto armonico costante sono tornati in molti, nel corso dei scoli – da Cicerone a Dante, da Goethe a Steiner – tra i primi ad intuire la natura spaziale del suono è stato Vitruvio, che individuò l’analogia tra la propagazione del moto sonoro e quella della perturbazione su uno specchio d’acqua.

Sebbene la natura fisica del fenomeno fosse nota già dal XVI secolo grazie agli studi di Galileo e Benedetti prima e di Lagrange e Bernoulli dopo, è negli anni ’70 del XX secolo che, complice l’influenza del pensiero sistemico, la relazione tra suono e spazio si concretizza in un concetto operativo. Nel 1977, infatti, il compositore Raymond Murray Schafer pubblica “The Soundscape”, definendo il campo di studio del design acustico e legando il fenomeno sonoro e l’ambiente in una relazione biunivoca in cui i due si plasmano vicendevolmente. Ma è con la grande diffusione degli strumenti dell’Information Technology che la relazione tra suono e spazio raggiunge le sue piene potenzialità. Per dirla con Marcos Novak, infatti, con la nascita dei calcolatori:

“Per la prima volta in duecento anni, gli spazi elettronici consentono agli architetti di indagare concetti di spazio che fino ad allora erano stati impossibili da esplorare con qualsiasi altro mezzo che non fosse la matematica o la poesia. Allo stesso tempo, l’Information Technology consente la formazione di un nuovo ambiente recettivo ad un’architettura appropriata e pertinente “.

Si tratta, come dice Saggio, di rappresentare l’invisibile, di dargli corpo e forma, di attivare le potenzialità dello spazio che sino ad oggi erano rimaste celate. Questo è il campo da gioco del tredicesimo numero di On/OFF, #Sound. Il nostro viaggio, come è consuetudine della rivista, procederà, da una parte, all’esplorazione di progetti, realizzazione e visioni in un’esplorazione che interseca i campi dell’arte, dell’architettura, della musica e della tecnologia; dall’altra ci addentreremo nella dimensione invisibile delle relazioni nascoste, in cui i rapporti tra i concetti di informazione, suono e spazio danno vita a nuovi ambienti, cangianti ed in continua trasformazione.

On/Off Magazine Editorial Staff | nITro

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