#SOUND

SOUND | ESPLORAZIONI DELL’UNIVERSO SONICO

Il rapporto tra spazio fisico e suono è sempre stato oggetto di speculazioni, teorie, osservazioni e manipolazioni. Sin dall’antichità la consapevolezza che il suono fosse un fenomeno spaziale ancor prima che percettivo ha alimentato il pensiero di scienziati, letterati e artisti: Pitagora ipotizzò che il movimento degli astri nel cielo producesse un suono costante, impercettibile all’orecchio umano, insistendo sul principio metafisico per cui le relazioni matematiche non riguardano solo aspetti quantitativi, ma anche qualitativi della materia fisica. Se sull’idea che l’universo si producesse in un moto armonico costante sono tornati in molti, nel corso dei scoli – da Cicerone a Dante, da Goethe a Steiner – tra i primi ad intuire la natura spaziale del suono è stato Vitruvio, che individuò l’analogia tra la propagazione del moto sonoro e quella della perturbazione su uno specchio d’acqua.

di On/Off Magazine Editorial Staff | nITro

 

IL SUONO DEGLI ASTRI – 2. Da Rousseau al jazz di Dizzy Gillespie

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Europa del XVII secolo: nasce quella che ancora oggi è conosciuta come Massoneria. Senza dilungarsi in questa sede sui motivi della sua nascita e sui suoi campi di azione, ciò su cui si vuole focalizzare l’attenzione è la presenza di alcuni elementi esoterici all’interno delle varie corporazioni. […] Assistiamo, quindi, a tutta una serie di programmi di esplorazione sistematica del cielo varati dagli osservatori astronomici, alla messa a punto di strumenti di osservazione di grande potenza e allo sviluppo della ricerca sulle forze fisiche che governano l’Universo. […]
di Michele di Maggio | co-writer

 

IL SUONO DELLE OSSA. 2- TENTAZIONI QUANTICHE

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Il Villalpando con le sue regole di proporzionamento armonico ispira sul medesimo argomento Nicolas Goldman che a sua volta influenza i progetti sonori di René Ouvrard per il suo trattato Architecture harmonique del 1679 in cui compare un progetto di palazzo gentilizio nel quale sono praticati dei corridoi a vento che lo fanno vibrare sonoramente secondo un effetto flauto […] e che a questo modo rendono precisamente gli intervalli musicali…
di Marcello Sestito | co-writer

 

TATTILITA’ SONORA

Quando Juhani Pallasmaa scrisse “Gli occhi della pelle” intendeva ricucire quello strappo cognitivo che aveva reso l’occidente schiavo di un mondo prettamente visivo, mentre le altre dimensioni del suo essere venivano sottostimate e svalutate. La tattilità nell’occidente è divenuta progressivamente una dimensione esclusivamente privata e personale nella rinuncia di quel contatto che costituisce il legame interpersonale primario.
di Gabriele Stancato | nITro

MAPPE SONORE – INTERVISTA A FRANCESCO GIANNICO

Francesco Giannico, ci racconta l’esperienza delle “mappe sonore”, uno strumento che oramai da anni adopera nella sua ricerca e sperimentazione di musicista elettroacustico e cacciatore di suoni. Laureato in musicologia all’Università di Lecce con una tesi in Storia della Musica per Film, si è specializzato successivamente in Design e Nuovi Media, per poi nel 2010 fondare l’AIPS – Archivio Italiano Paesaggi Sonori, che diventa uno dei primi tasselli che segneranno il suo percorso di mappatura acustica dei luoghi attraverso il processo di field recordings.
di Selenia Marinelli | nITro

MUSICO-SPATIAL DESIGN: TRA LIVE PERFORMANCE E RAPPRESENTAZIONE IMMERSIVA

Il legame che intercorre tra musica e spazialità fisica dell’architettura ha sempre affascinato nel corso dei secoli generazioni di pensatori. Non solamente architetti e musicisti ma anche matematici, poeti, filosofi e scienziati, tutti certi che esistesse un filo invisibile, un legame per certi versi ancora da sciogliere, che mette in relazione le vibrazioni sonore e le possibilità di uno spazio di plasmarsi in relazione a questi input incorporei e divenire oggetto fisico nel mondo sensibile.
di Valerio Perna | nITro

 

IL SUONO DELLE OSSA. 1- IL CORPO COME CASSA ARMONICA

Conservate in una teca del Museo di Storia Naturale di New York, delle ossa, probabilmente tibie e femori umani, ferite con delle tacche per tutta la loro lunghezza hanno generato suoni per popoli primitivi intenti ad ascoltare ciò che la voce del corpo suggeriva. Perché, prima di tutto, il suono è dentro di noi, ci invade e pervade a partire dalle viscere o dal gorgoglio dello stomaco, dal ritmo cardiaco che stabilisce, nel tempo, la misura metrica per ogni suono; al battito del polso, quasi impercettibile all’orecchio umano, fino ai suoni meno gentili e rumorosi che sono stati di ispirazione per Joseph Pujol, Rabelais o per la satira di un Grandiville.

di Marcello Sestito | co-writer

LUOMO SONORO

Dovessi trovare un nome all’uomo del futuro, all’uomo che sarà capace di guarirsi dalle malattie, di comunicare in verità, di viaggiare tra i buchi neri delle galassie, lo chiamerei Uomo Sonoro.

La radice di tale evoluzione rimane l’uomo preistorico che si lasciava istruire nel canto dagli uccelli, permane nell’uomo storico che trasformò l’imitazione di versi e risonanze in complesse metriche poetiche, non desiste nell’uomo mistico che profetizzò “in verità”. Da sempre, un uomo guidato dal suono della sua voce come unica vera divinità che lo riconnettesse al tutto.

Una divinità che lo ha abitato dal primo momento della vita ma che egli si è ostinato a cercare altrove e che tanto lo fa somigliare a quella perfezione da cui deriva. Da generazioni la scienza parla di frattali che contengono identici frattali, parla di ologrammi col potere di specchiarsi integralmente nel proprio frammento, ad “immagine e somiglianza” .

di Valeria Cimò | co-writer

IL SUONO DEGLI ASTRI – 1 . DA PITAGORA A J.S.BACH

Da sempre l’uomo si è servito del suono come strumento per dare forma all’impalpabile e la costruzione degli ambienti attraverso la dimensione sonora assume, sotto quest’ottica, un ruolo sublime, di gran lunga superiore a quella visiva. Per capire come si sia evoluto nel corso dei secoli l’uso di questo strumento occorre ripercorrere alcune tappe della storia della musica.

Partiamo dagli albori, dalle popolazioni ‘arcaiche’: «gli eventi della vita quotidiana non sono ritenuti l’effetto di cause fisiche o di leggi della natura, ma l’espressione di forze occulte […] Spiriti buoni e malefici, ‘anime’ risiedono nelle piante, nei fiumi, nei temporali. La ‘voce’ che esce da una pietra percossa, dal sibilo del vento o dal fragore del tuono sono il modo con il quale essi si manifestano e si rendono presenti […] La musica è componente fondamentale della vita della comunità»[1]. Essa rappresenta il linguaggio universale più adatto per comunicare con le potenze ultraterrene.

di Michele Di Maggio | co-writer

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