UnMonastery. Un esempio di riuso degli spazi per il bene della comunità locale

Spazi. Luoghi. Non luoghi. Spazi vecchi con usi nuovi. Persone nuove in spazi vecchi. Luoghi che diventano punto di incontro e incontri che si fanno in luoghi rinnovati. Innovare e rinnovare vanno a spasso insieme e incontrano spazi che, una volta rinnovati, diventano fulcro dell’innovazione o, perlomeno, della novità.

Questo sta succedendo a Matera, nei Sassi. Andando a passeggio con innovazione e rinnovamento non possiamo non incontrare UnMonastery.

Un non luogo? Altroché! Il luogo esiste ed è bello, grande e centenario; ma profuma di novità!

sassi matera

I Sassi di Matera. Photo: Stefania Clemente

E’ un luogo in divenire, uno spazio da riempire di cose e contenuti e, soprattutto, di persone. Ma cos’è e cosa vuole essere questo Non-Monastero? Al momento è il Palazzo del Casale, un luogo chiuso da anni e di proprietà pubblica, che si auspica diventerà aperto alla comunità materana.

L’obiettivo è proprio quello di renderlo un luogo di partecipazione, incontro e scambio secondo la modalità innovativa del #Co, ovvero del fare insieme richiamando l’antica tradizione, tipica dei Sassi, del vicinato, ovvero, un gruppo di case vicine tra loro funzionale a mettere in relazione le persone che vi abitavano.

Il sito web unmonastery.eu conferma, infatti, che “unMonastery è un nuovo tipo di spazio sociale, simile a quelli di co-living e co-working, utile alle comunità locali di villaggi o cittadine perché facilita il processo di co-creazione e di apprendimento reciproco tra la comunità e gli unMonasterians”.

Chi sono gli unMonasterians? Creativi e innovatori sociali che abiteranno per un periodo limitato nel Non-Monastero e che, in qualità di cittadini temporanei, potranno vivere la città e sperimentare nuove forme di aggregazione e interazione con gli abitanti permanenti.

La stessa ristrutturazione prevede una fase di co-design, di progettazione comune, utile ad individuare funzioni e utilizzo degli spazi, il loro arredo e la loro struttura.  L’unMonastery ha, appunto, l’intenzione di ricreare le funzioni sociali dei monasteri tradizionali, per dare ai suoi membri un obiettivo condiviso e, al tempo stesso, creare relazioni di vita e lavoro insieme, utili alla comunità locale.

Un primo passo è stato fatto e l’unMonastery ha ospitato la comunità degli Edgeryders dal 30 ottobre al 3 novembre ma la sfida più importante è già stata lanciata per la prossima primavera. Il Comitato Matera2019, nell’ambito della candidatura della città a Capitale Europea della Cultura per il 2019, ha aperto una International Call per makers e innovatori sociali, offrendo questo spazio come luogo di incontro e scambio per una progettualità condivisa anche con la comunità locale.

Il passato, quindi, è talmente presente da suggerire qualche regola per il futuro, un futuro fatto di interazione, collaborazione e condivisione di spazi e intenzioni.

COwriter: Stefania Clemente | Blogger

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2 risposte a “UnMonastery. Un esempio di riuso degli spazi per il bene della comunità locale

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