L’uomo Sonoro

Dovessi trovare un nome all’uomo del futuro, all’uomo che sarà capace di guarirsi dalle malattie, di comunicare in verità, di viaggiare tra i buchi neri delle galassie, lo chiamerei Uomo Sonoro.

La radice di tale evoluzione rimane l’uomo preistorico che si lasciava istruire nel canto dagli uccelli, permane nell’uomo storico che trasformò l’imitazione di versi e risonanze in complesse metriche poetiche, non desiste nell’uomo mistico che profetizzò “in verità”. Da sempre, un uomo guidato dal suono della sua voce come unica vera divinità che lo riconnettesse al tutto.

Una divinità che lo ha abitato dal primo momento della vita ma che egli si è ostinato a cercare altrove e che tanto lo fa somigliare a quella perfezione da cui deriva. Da generazioni la scienza parla di frattali che contengono identici frattali, parla di ologrammi col potere di specchiarsi integralmente nel proprio frammento, ad “immagine e somiglianza” .

Struttura ripetuta dei broccoli, disegno frattale, sezione aurea dell’orecchio umano

 Il grande potere generatore della Natura o di Dio che dir si voglia è saggiamente ripartito in tutti gli esseri viventi dotati di apparato fonatorio ed a quanto pare imita armonie cosmiche ben più grandi di lui.

In principio era il Suono, da qualcuno detto “Verbo”.

In principio era il suono e lo dice la scienza che ancora NON si studia nei licei e nemmeno nelle università. Come mai?

Non è una novità che la teoria del Big Bang sia già stata confutata con quella di un suono uscito dalla fusione di due buchi neri avvenuta 1.300.000 anni fa, e che tale suono, ascoltato con affidabili strumentazioni negli Usa, continua ad essere emesso a tutt’oggi.

Non è una novità che tra le intuizioni geniali che portarono al rogo Giordano Bruno vi è la teoria della terra cava e cristallina, dotata di suono proprio, intuizione riscoperta nel 1936 e confermata nel 1995.

Non è una novità che gli atomi ed i loro livelli energetici si strutturano sugli intervalli, sulle proporzioni e le armonie musicali come a seguire la ben più grande scala musicale della spirale galattica a cui apparteniamo e che viene superbamente riassunta nella forma del nostro orecchio.

immagine della propagazione di un DO in acqua, geometrie dell’acqua

Infatti, la più potente semenza cosmica è il suono poiché il suono è morfogenetico: quella che vediamo in foto [figura 2] è una immagine della propagazione di un DO in acqua, perché l’acqua è uno dei più efficaci medium del suono.

Che anche la parola sia morfogenetica, ce lo dimostra Masaru Emotu con le sue celebri foto di campioni d’acqua sottoposti a gentili “Ti amo” o a violenti “Ti odio”: i primi strutturavano nell’acqua simmetrie sublimi i secondi no.

Da qui a capire come il suono e le parole possano riprogrammare, risvegliare o guarire il DNA il passo è breve: “Nelle lingue antiche le consonanti erano 24 come 24 è il numero degli aminoacidi che si combinano nelle triplette del Dna. I geni quindi non sono una vecchia matrice.”

Ma come si lega tutto questo alla mia missione specifica del ritmo? Del resto il ritmo è qualcosa che è un suono, ma sembrerebbe non proprio melodico, nell’immaginario comune è più una scansione che non una musica, per quanto anche i colpi su un tamburo a cornice, produce suoni con altezze proprie, forse non così distinguibili come quelle di un pianoforte, ma pur sempre suoni.

Dovremo dire che il ritmo è implicito nel suono in quanto il suono è una onda, e l’onda è data dall’alternanza di gobbi e ventri . Più fitta è l’alternanza delle sue gobbe e dei suoi ventri più acuto è un suono. Questa alternanza è un ritmo.

Tale alternanza produce anche i cosiddetti nodi: ciò che non si spiega a sufficienza è che la rappresentazione tridimensionale dell’onda restituisce geometrie e che il numero di nodi dell’onda non sono altro che i punti di contatto degli spigoli della geometria prodotta dall’onda stessa con la sfera perfetta che li contiene.

Questa onda, quindi, dovrebbe essere riportata all’immaginario comune come una struttura chiusa, propagantesi come una geometria circolare, un po’ come l’onda della goccia che cade in acqua, come circolare è la geometria del tamburo dentro il quale il suono si propaga.

Rosone della Basilica di Collemaggio, nodi dell’onda, Baladi

Al fine di contribuire a cambiare l’immaginario sul suono propongo ai miei allievi di studiare le ritmiche nella loro natura circolare e ripetitiva leggendole come suddivisioni del cerchio, come nel “Baladi” Arabo in 4/4 [figura 3, terza]. L’intuito, inoltre, può così afferrare come suddividendo l’uno creiamo una ritmica/suono e di come la suddivisione dell’uno nell’uno è alla base di tutta la creazione, basti pensare alla scissione meiotica che porta alla creazione del feto.

Per concludere, il ritmo è la struttura portante di tutte le strutture geometriche e quindi anche del suono.

Il ritmo è un frattale, si ripete come in piccolo in grande, dal battito del cuore unito al respiro ed alle onde celebrali, al ritmo circadiano, alle stagioni planetarie, alle precessioni, ai rapporti ed alle distanze tra pianeti e tra galassie.

Il ritmo è quindi la radice del suono (ma anche della luce).

Saper rallentare un ritmo significa connettersi con le enormi grandezze del cosmo, ed essere coscienti di come il tempo sia soggettivo a seconda del livello di coscienza di chi lo esegue, significa comprendere la grande strategia di distrazione che omette informazioni scientifiche necessarie, allo scopo di costringere la massa ad un tempo imposto e precluderla dall’arte della manipolazione del battito, della pulsazione, del ciclo.

L’evidenza storica dell’arte di manipolare il Tempo è l’arte: Il ritmo è la trance sciamanica indotta dai tamburi durante i rituali esorcistici o di rinsaldamento delle relazioni tribali, il ritmo è la magia di suonare su un palco con musicisti di puro tenore, esenti da scopi narcisistici o pecuniari, capaci di rendersi corpo sincronico con l’universo, il ritmo è l’atto scultoreo, mimetico di proporzioni sovraumane, il ritmo è architettura perché architettonica è la morfogenetica, la cimatica, capace di ripulire gli interstizi per creare intervalli armonici tra pieni e vuoti.

Alla base della distorsione e della manipolazione temporale vi saranno tutte le scoperte scientifiche future, dal teletrasporto, ai viaggi intergalattici, alle guarigioni del corpo e dello spirito.

 

Buon futuro, Uomo Sonoro.

Valeria Cimò | co-writer

 

 

Riferimenti

Jenny Hans , Cymatis, A study of wave fenomeno and vibration

Giuliana Conforto – Cambio di logica – Nexus Edizioni

Masaru Emoto -Il vero potere dell’acqua, Edizioni Mediterranee

M. Corrucci – Scienza e conoscenza n. 27

Michele Proclamato http://micheleproclamato.com

 

Breve Biografia

Valeria Cimò è percussionista e cantautrice in lingua dialettale siciliana. Pubblica 4 monografie musicali pluripremiate e due scritti di filosofia, attualmente esegue i suoi repertori come solista, in Italia e all’estero. Collabora con nomi pregevoli quali quelli di Lucilla Galeazzi, Cesare Basile, Claudio Collovà. Il suo lavoro è presentato da personaggi di spicco come Marco Betta e Jack Hirshmann. Conduce corsi di Tamburo a cornice del sud Italia in Italia ed all’estero anche presso Università e conservatori.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...