IL SUONO DEGLI ASTRI – 2. Da Rousseau al jazz di Dizzy Gillespie

2x01_C.W.Evans_ in girum imus nocte et consumimur igni

Cerith Wyn Evans, in girum imus nocte et consumimur igni, all’ingresso della mostra Come una falena alla fiamma, Officine Grandi Riparazioni, Torino – luci d’artista 2017. [I]

Europa del XVII secolo: nasce quella che ancora oggi è conosciuta come Massoneria. Senza dilungarsi in questa sede sui motivi della sua nascita e sui suoi campi di azione, ciò su cui si vuole focalizzare l’attenzione è la presenza di alcuni elementi esoterici all’interno delle varie corporazioni. Il legame esoterico tra pitagorici e massoni è fondamentale: entrambi fondano la loro ricerca sulla ‘palingenesi’ (ovvero sul periodico rinnovamento dell’individuo e del cosmo), sull’elevazione umana attraverso la rinascita rituale; senza parlare della simbologia in comune adottata. Al quadrivium del pensiero antico i massonici aggiungono peró una quinta componente, la Natura: capiscono che è solo grazie all’osservazione e alla conoscenza empirica del mondo che ci circonda che possiamo giungere alla vera Conoscenza. Assistiamo, quindi, a tutta una serie di programmi di esplorazione sistematica del cielo varati dagli osservatori astronomici, alla messa a punto di strumenti di osservazione di grande potenza e allo sviluppo della ricerca sulle forze fisiche che governano l’Universo. Si afferma una nuova immagine del cosmo, fondata sull’analogia con l’orologio, il dispositivo che nello stesso periodo raggiunge livelli di sofisticazione e precisione sorprendenti. Abilissimi costruttori di orologi dedicano i propri sforzi a tradurre la nuova immagine dell’Universo galileiano e kepleriano in dispositivi meccanici funzionanti, capaci di emularne struttura e movimenti: è l’avvio dell’Universo-macchina.

2x02_orologio astronomico_Praga

Orologio astronomico di Praga (courtesy Yelkrokoyade, Flickr user, nov 2009). [II]

Tutto viene ora razionalizzato dagli sviluppi della tecnica, compresa la musica. Giá Boezio nell’antichitá si era soffermato sulla distinzione tra musica humana e musica mundana. Distinzione che, nel Medioevo, viene ripresa da Agostino e che nel Settecento torna alla ribalta con Rousseau, che si schiera contro quella che definisce la «musica artificiosa della modernitá»[1]: quest’ultima avrebbe favorito la razionalizzazione della musica, allontanandola dalle sue origini di linguaggio diretto delle passioni come espressione primigenia dell’uomo non ancora corrotto dalla civiltá. Proseguendo nel corso dei secoli, sempre su questo filone di pensiero, gli autori romantici non si limitano a considerare la musica solo sul piano della sensibilità. Centrale è la figura di Goethe: «egli non é tanto teso a riconoscere nelle cose i tratti generali, astraibili dal concreto e generalizzabili in via concettuale per giungere ad una loro classificazione. Piuttosto crede sia infinitamente piú importante interrogare le cose per quel tanto che portano in sé di irripetibile ed unico: è teso a cogliere la loro individualitá, poiché in essa crede di poter cogliere anche il ruolo che riveste nel sistema di relazioni di cui le cose sono partecipi. Le relazioni tra le cose diventano quindi il nuovo vero oggetto dell’interesse […] Il ‘vedere’ si propone quindi come possibilitá di cogliere la Natura e finisce con il coincidere con il ‘vivere’; nella semplice visione, però, il soggetto comunica con l’oggetto, apprende ció che è estraneo e agisce su di esso. È nell’intuire che l’oggetto limitato svela la sua infinitá ed i nessi con tutte le altre cose […] Questa tensione tra soggetto e oggetto che prende forma nella visione è espressa da Goethe con l’idea di ‘polaritá’ di forma e trasformazione»[2].

Dal discorso sulla polaritá, torniamo ora alla musica. Da una parte abbiamo la ‘musica mundana’, la musica artificiosa della modernitá; dall’altra invece, la ‘musica humana’, finora associata solo ai canti religiosi cristiani; verso la fine del XIX sec. in America questi ultimi si fondono con altre tradizioni ben piú antiche. La tradizione culturale degli schiavi neri, deportati dall’Africa a partire dal 1500, si incontra con quella degli europei giunti a colonizzare le Americhe, e dall’incrocio di forze sotterranee di un popolo considerato istintivo e dell’idealismo occidentale nato dalla Grecia classica e dal mondo tedesco fiorisce una nuova forma culturale basata sulla creatività e sull’istintività conviviale. Gli schiavi africani si mantengono legati alla loro tradizione musicale, ancora fortemente ‘arcaica’, collegata ad avvenimenti della vita quotidiana agricola e pastorale e a manifestazioni guerresche:  le loro canzoni (le work songs e le plantation songs) servono invece a vincere la condizione di inferiorità e assoggettamento al quale l’Universo-macchina li ha costretti e quindi per non dimenticare la propria identità della quale erano stati privati. La tradizione europea fornisce invece l’impulso ad attingere da altre forme musicali (la musica classica, i canti religiosi, le canzoni folkloristiche, le musiche da ballo, le marce, le opere liriche) così come anche da nuovi strumenti musicali (dal pianoforte agli strumenti a fiato). Le memorie dei ricordi africani vengono quindi trapiantate sulle sonorità popolari dei bianchi e contaminate dai canti religiosi cristiani: dapprima il canto accompagna il lavoro (con il blues) e poi diviene anche preghiera (con i generi spiritual e gospel). Nasce un nuovo linguaggio musicale estremamente emozionale, nato dall’improvvisazione, ma che necessita allo stesso tempo di notevole tecnica: il jazz. Non sappiamo di preciso da dove provenga questo termine, ma forse la definizione piú adatta in questo contesto è quella che dà il grande Dizzy Gillespie, il quale sostiene che jasi, in un dialetto africano, significa ‘vivere ad un ritmo accelerato’.

2x03_tomba di Bernoulli_spirale

Dettaglio della lastra sepolcrale di Jacob Bernoulli, Basilea 1654 – 1705. [III]

La nascita del jazz è solo uno dei primi esempi di nuove correnti nate dall’incontro di culture diverse a cavallo tra Ottocento e Novecento: la formazione del cosiddetto ‘villaggio globale’ porta, infatti, all’incontro e alla fusione di tante tradizioni. Cruciale risulta, a tal proposito, il lavoro svolto dal Circolo di Eranos, un’organizzazione interdisciplinare di analisi multiculturale e filosofica il cui obiettivo è quello di esplorare  i vincoli tra il pensiero Orientale e quello Occidentale. Gruppi interdisciplinari di investigatori che ricercano la congiunzione degli opposti ed eleggono come loro mentore il dio Hermes, la divinitá greca dei crocevia e della congiunzione dei cammini. Infatti il simbolo del Circolo é una spirale, la stessa che ritroviamo nel Caduceo, simbolo di Hermes. La stessa spirale viene adottata dal Circolo probabilmente perché è un simbolo comune sia al pensiero Occidentale che a quello Orientale. La ritroviamo, infatti, anche nelle rappresentazioni del T’ai Chi: «lo scopo principale perseguito dalla filosofia orientale non è stato quello di comprendere il mondo, quanto quello di rendere grande l’uomo, che è considerato come il legame fra il cielo e la terra […] La teoria Yin-Yang è molto antica e i filosofi cinesi se ne servivano per spiegare l’origine dell’universo: nel suo stato iniziale, quest’ultimo è chiamato Wu Chi, parola che letteralmente significa ‘assenza di differenziazioni’, ‘assenza di poli’. Ad un certo punto si formarono due ‘polarità’ di segno diverso che il pensiero cinese considera i principi fondamentali dell’universo: Yang, il principio positivo, maschile, rappresentato dal colore bianco, e Yin, il principio negativo, femminile, rappresentato dal colore nero. I due principi, emblemi della dualitá fondamentale esistente in ogni parte del cosmo, interagirono immediatamente dando origine alla ‘suprema polaritá’, o T’ai Chi»[3].

2x04_da Wu Chi a T'ai Chi

Principi filosofici alla base del Kung Fu, Pagina web del maestro Chang Dsu Yao, 1918 – 1992. [IV]

Con le opere degli autori romantici e con le ricerche del Circolo di Eranos l’attenzione si sposta quindi sulla dualità intrinseca in ogni elemento che compone l’Universo e sulle relazioni che tra di essi si vengono ad instaurare: non si deve correre il rischio di commettere lo stesso errore di Cartesio, cercando di semplificare la natura di queste ricerche. La vera questione non é quella di convertire la complessitá in regole che hanno una base semplice, ma quella di accettare il fatto che la complessitá stessa si trovi alla base di tutto.

Michele Di Maggio | co-writer

Note

[1] RUMINELLI Paola, Per un nuovo Umanesimo – saggi di filosofia, religione e arte , Armando Editore, Roma 2008

[2] SECCHI Roberto, Architettura e vitalismo – scritti di architettura della modernitá tradotti e commentati, Officina Edizioni, Roma 2001

[3] Una buona infarinatura generale sul pensiero alla base del Kung Fu la si puó trovare sul sito della scuola del maestro Chang Dsu Yao, che fu uno dei primi ad insegnare quest’arte in Italia a partire dai primi anni ’70 fino al ’92, anno della sua scomparsa (http://www.kungfuchang.it/fr_maini.htm)

Note alle immagini

[I]  La locuzione latina IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI (che, se si guarda bene, è un palindromo) è ripresa dal titolo del film del filosofo e cineasta francese Guy Debord, lo stesso autore della ‘societá dello spettacolo’, che muove forti critiche nei confronti di questo presente senza riposo: l’antica frase che ritorna integralmente su sé stessa, essendo costruita lettera per lettera come un labirinto da cui non si può uscire, si accorda perfettamente alla forma e al contenuto della perdizione data dalla ‘musica mundana’: giriamo in tondo nella notte e siamo consumati dal fuoco

[II]  Costruito nel 1410 dal maestro d’orologeria Mikuláš z Kadaň e da Jan Šindel, quest’ultimo professore di matematica ed astronomia dell’Università Carlo di Praga. L’Orologio di Praga è stato uno dei primi orologi astronomici progettati e costruiti durante il XIV e il XV secolo. Il quadrante astronomico è a forma di astrolabio, uno strumento medievale per la determinazione delle posizioni delle stelle. Sullo sfondo del quadrante è rappresentata la Terra fissa nel cielo attorno alla quale si muovono quattro meccanismi: un anello zodiacale, un anello esterno rotante, una lancetta con il simbolo del Sole e una con il simbolo della Luna. Lo sfondo rappresenta la Terra e l’aspetto del cielo locale. Il cerchio azzurro al centro simboleggia appunto la Terra, la zona superiore colorata di blu è la porzione di cielo situata sopra l’orizzonte. Le zone rosse e nera, viceversa, rappresentano il cielo sotto l’orizzonte. Durante l’arco delle ventiquattro ore  il meccanismo sposta il simbolo del Sole nella zona blu (giorno), nella zona nera (notte) o in quelle rosse (fasi di alba e tramonto).

[III]  Jakob Bernoulli fu un matematico e professore all’Università di Basilea. Alla sua morte chiese di incidere sulla sua tomba, nella cattedrale di Basilea, una curva che lui stesso aveva definito spirale meravigliosa, anche nota come ‘spirale logaritmica’ o ‘spirale di Bernoulli’ (purtroppo lo scalpellino incise non la spirale logaritmica, ma una spirale di Archimede). Bernoulli paragona la vita terrena alla vita intrauterina: quando siamo nell’utero materno, già percepiamo, seppure in modo distinto, suoni, colori, sapori. Ma nessuno di noi si aspetta di incontrare di li a poco un mondo immensamente più ricco. Impossibile immaginare ciò che ancora non si è mai visto. Bernoulli concepisce il Paradiso, la vita dopo la morte, proprio così: la nascita, dopo la vita intrauterina, dopo la vita terrena, ad una vita veramente completa. Come in una spirale meravigliosa, la medesima vita (eadem) cambia (mutata), perchè via via si accresce.

[IV]  La spirale ricompare anche nella simbologia orientale: Yin e Yang costituiscono veri e propri emblemi della dualità fondamentale esistente in ogni parte del cosmo, la cui interazione da origine al T’ai Chi, il cui simbolo è proprio la spirale perché va pensato in perpetua rotazione, cosa che insieme alla sua forma circolare simboleggia l’evoluzione continua e la ciclicità della natura. Se infatti vi fosse assenza perpetua di movimento, Yin e Yang non potrebbero differenziarsi e tutto resterebbe nello stato di immobilità iniziale privo di ogni differenziazione.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...