L’ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO INVERTITO. IL LABIRINTO SOTTERRANEO DI JUNYA ISHIGAMI

Noel House and Restaurant, Yamaguchi, 2018 – Progetto in fase di realizzazione, vista dall’alto.
Fonte: https://arquitecturaviva.com/obras/casa-y-restaurante-cueva-en-yamaguchi

Desidero pensare all’architettura liberamente, per espandere la mia prospettiva sull’architettura nel modo più flessibile, ampio e sottile possibile, al di là degli stereotipi di ciò che l’architettura è considerata
Junya Ishigami

Affermato in tutto il mondo per le sue creazioni eteree e leggerissime, Ishigami realizza progetti sempre al confine tra arte e architettura, in cui un ruolo centrale è attribuito al paesaggio e alle molteplici integrazioni tra natura e volumi artificiali. In un insieme di opere quasi ai limiti della materialità, il progetto “Casa Ristorante Noel” a Yamaguchi, in Giappone, rappresenta una virata sorprendete e inaspettata verso una nuova direzione. In questa sfida al paesaggio sotterraneo, Ishigami dimostra di progettare al di fuori dei confini convenzionali della scala architettonica andando oltre i suoi stessi limiti, oltre il confine del suolo, scavando sotto la materia con la libertà progettuale che lo contraddistingue. Apparentemente naturale, ma del tutto artificiale, il progetto ci proietta sottoterra, in uno spazio labirintico e materico come un formicaio.

La realizzazione comincia nel 2013 quando il committente, un rinomato chef giapponese, fa richiesta di riunire in un’unica architettura un ristorante e la sua privata abitazione: “Il mio cliente voleva qualcosa come una grotta e ho pensato a come fare qualcosa di veramente arcaico”, afferma Ishigami.

Noel House and Restaurant, Yamaguchi, 2018 –  Planimetria
Fonte: https://arquitecturaviva.com/obraXs/casa-y-restaurante-cueva-en-yamaguchi

Il confine tra le due destinazioni non doveva essere netto: la vivacità del ristorante doveva incontrarsi con l’intimità domestica in uno spazio solido e accogliente come quello di una grotta, archetipo del rifugio primitivo e familiare. Nell’articolazione labirintica della casa, nulla è lasciato al caso, ogni angolo diventa sorprendente: nicchie e cunicoli diventano spazi distributivi che conducono il visitatore da un’ambiente all’altro, senza mai svelare la percezione del luogo successivo. Lo spazio sotterraneo viene così esplorato e indagato in tutta la sua naturale complessità. Il gioco di prospettive create dall’ambiente costruito, sullo sfondo del paesaggio naturale, enfatizza la percezione di una costruzione nata dal terreno, naturale e organica, ma realizzata grazie a processi e tecnologie contemporanee.

I visitatori del ristorante passano attraverso un piccolo ingresso e procedono in avanti, arrivando infine in una stanza con un’enorme apertura che cattura una splendida vista esterna. Nella zona residenziale, il proprietario gode di spazi generosi all’interno di un complesso concepito come una creazione casuale, con abbondante luce che penetra dalle finestre e dai cortili interni.

Noel House and Restaurant – vista d’interno da modello esposto in “Freeing Architecture, presso Cartier Foundation” (2018)
Fonte: https://www.designboom.com/architecture/junya-ishigami-noel-house-and-restaurant-yamaguchi-06-03-2019/

Sebbene l’architettura al suo stato finito sembri essere scavata nel terreno, in realtà è il risultato di un processo di costruzione inverso. Dopo un lungo periodo dedicato alla progettazione e al calcolo strutturale (durato circa 7 anni), il primo passo è stato quello di creare un perimetro simile a un fossato in cui scavare una serie di fori, alcuni di questi indipendenti, altri collegati tra loro. Successivamente, il terreno, cosi predisposto, diventava una cassaforma naturale. Rilevanti quantità di calcestruzzo, gettato in un unico giorno, affondano nel terreno sotto forma di pilastri rocciosi. Una lastra di copertura conclude l’edificio. Quando vetro e porte vengono inseriti tra i volumi di cemento formati, la roccia diventa architettura.

Nella Noel House, il gesto arcaico è il risultato di un processo complesso, come accennato in precedenza. Dopo aver scavato e riempito i fori di cemento per creare i pilastri materici, il terreno in pendenza è stato rimosso per fare spazio al tetto. L’idea originale era quella di levigare le colonne di cemento, ma in fase di realizzazione è prevalsa la volontà di mantenere le superfici allo stato grezzo per accentuare l’aspetto roccioso ottenuto in maniera naturale dal terriccio attaccatosi al cemento fresco appena gettato. Il “paesaggio invertito”, come Ishigami chiama la sua ultima invenzione, rende invisibile il confine tra architettura costruita e grotta naturale. Il contatto con il suolo, indissolubile e viscerale, restituisce all’architettura la sua essenza più arcaica. Si tratta di uno scenario materico, sedimentato nel terreno, megalitico, in cui, ogni luogo, appare diverso e le formazioni accidentali aggiungono ricchezza allo spazio.

In questa atmosfera privata e ristretta, la “casa-caverna” evoca il passare del tempo: l’impiego dei materiali allo stato grezzo diventa sinonimo dei processi di sedimentazione ed erosione.  Il cemento, ridotto al suo stato più materico, riproduce l’autenticità terrosa e scultorea della roccia.

Il concetto di architettura sotterranea nasce con l’uomo: un tempo usato per creare grotte e rifugi come risposta ai bisogni più primitivi, il sottosuolo diventava l’unico riparo intimo e sicuro dal mondo esterno. Oggi, l’architettura sotterranea torna amcora una volta ad interessare il mondo. Qui, nella casa ristorante, il “sottoterra” assume un valore quasi mistico. L’opera di Ishgami non è solo una pianificazione strutturale o un vezzo architettonico; assume piuttosto una dimensione esperienziale che coinvolge la sfera conoscitiva, sensoriale e percettiva. La casa caverna, è una sfida vinta con la terra nella creazione di nuovi spazi senza tempo. Il progetto si carica di valore. Gli archetipi della grotta, del rifugio, del focolare, dell’intimità familiare, trovano qui magistrale collocazione. Ogni elemento assume valore: i materiali massicci e corposi, i colori caldi e naturali, il gioco di luci e ombre e le prospettive inattese contribuiscono a creare unica l’atmosfera ancestrale che si respira all’interno.

Noel House and Restaurant, Yamaguchi, 2018 – Interni
Fonte: https://www.world-architects.com/en/architecture-news/found/junya-ishigami-digs-deep

Giulia Lisena | nITro

Sitografia

https://arqa.com/en/architecture/house-restaurant.html

https://afasiaarchzine.com/2020/04/junya-ishigami-36/

https://arquitecturaviva.com/works/house-and-restaurant-cave-in-yamaguchi

https://www.world-architects.com/en/architecture-news/found/junya-ishigami-digs-deep

https://www.designboom.com/architecture/junya-ishigami-noel-house-and-restaurant-yamaguchi-06-03-2019/

https://www.architectural-review.com/buildings/earth/house-and-restaurant-in-yamaguchi-japan-by-junya-ishigami-associates

https://www.domusweb.it/it/architettura/2022/02/20/cinque-progetti-per-capire-junya-ishigami.html

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