Città di Luna, il forte dell’arte

cover città di luna

Forse è da quando cominciai a seguire le lezioni del Professor Culianu all’Università di Groningen, o forse come conseguenza dei miei ripetuti pellegrinaggi romani e delle lunghe ricognizioni intorno ai limiti conosciuti della città eterna e delle sue rovine. Fatto sta che una volta ottenuta la specializzazione in Cripto-Archeologia su Uni Nettuno decisi di dedicarmi in tutto e per tutto alla ricerca della leggendaria Città di Luna, il Forte dell’Arte eternamente presidiato dai silenti Guerrieri della Luce.

La Città di Luna viene descritta come sede mitologica del mozzo della Ruota dell’Arte, luogo fisico propulsivo verso cui si introduce in cosmos l’ispirazione figurativa di matrice ultra-terrena. Già Il Pistoletto nella sua monumentale “Divina Tragedia” la elegge a sede del Terzo Paradiso, mentre non è certo per caso che l’atto creativo definitivo del 900, la Ruota su sgabello nota come “ready made”, è altresì definita da Marcel Duchamp nel “Codex Alchemico” come “Rota Prenestina n.913”.

Un indizio evidente che non ebbi difficoltà a far presto collimare con gli esiti delle miei ricerche. Il Forte dell’Arte sorgeva sicuramente ai margini delle antiche rotte della speranza e della devozione pagana e lambiva i blocchi di Selce della Via Prenestina consunti dal continuo transumare di esseri diretti al tempio della Dea Fortuna Primigenea. Nelle antiche mappe si indica all’interno del recinto della Città della Luna un altare spesso chiamato Lapis Niger Metropolizianae dal nome della pietra di origine lunare in cui fu scolpito. Il luogo dedicato al culto astrale, allo spazio del sogno e dell’immaginazione benefica, si trovava dunque in prossimità dell’Usato Garantito di San Valentino Auto, catacomba precristiana sottostante l’attuale civico 913 della famosa consolare romana.
Attraverso la prefigurazione terrena di questo misterioso quadrante cosmico gli Sciamani e gli Asceti, che in seguito chiamammo Artisti, ebbero il compito di erigere la Fortezza messa a protezione della Ruota dell’Arte e del Terzo Paradiso.

Carlo Prati, Astronomadi, fonte: http://alienlog.wordpress.com

Carlo Prati, Astronomadi, fonte: http://alienlog.wordpress.com

Purtroppo nel corso dei secoli successivi l’imbarbarimento dei costumi e delle culture furono inarrestabili e l’edificio con i suoi inestimabili tesori fu abbandonato ed infine sepolto sotto cumuli di terra e detriti di ogni genere. Nel corso del novecento l’ultima mutazione in fabbrica di salumi. Catena di produzione umana e animale, esistenze smembrate dal bisogno rese irriconoscibili dall’indigenza indotta dalle regole di mercato e dagli indici di gradimento. Il momento di maggiore vulnerabilità e paura fa erigere barriere di violenza ed idiozia. La via verso la Fortuna Primigenea sembra essere smarrita e preclusa per sempre.

Il segno della rinascita colpisce come un fulmine a ciel sereno. Come spinti da una inspiegabile richiamo d’attrazione una molteplicità di uomini e donne provenienti da ogni angolo del globo hanno di recente ripopolato questo sacro suolo, abitandolo e rendendolo vitale luogo dell’incontro e della coesistenza.
Ma la trasformazione alchemica per compiersi ha bisogno di un artigiano e del suo prezioso lavoro di raffinazione. La Città di Luna e Fortezza dell’Arte che dobbiamo ritrovare, riportare alla luce scavando la nuda terra sotto le nostre suole consunte dall’abitudine e dalle soffocanti comodità, attende all’Antropologo e al Rabdomante che percepisce ancora il suono rituale dei cimbali e gli effluvi degli incensi. Giorgio de Finis è dunque lo Sciamano che intuisce con forza una visione. Egli ha visto e fa vedere a noi l’edificio feticcio, l’opera d’arte totale, il MAAM che è oggi prosecuzione e forma dell’antica Città di Luna e del mitologico Forte dell’Arte da cui tutto principiò.

La fabbrica occupata è qui e ora ed allo stesso tempo: il bambino che guarda il mondo con occhi nuovi e volitivi, la madre che tenera gli dispensa le cure necessarie ed il padre che gli costruisce attorno un rifugio protettivo. La fabbrica occupata è il luogo dove si intrecciano i destini degli altri purificati dal potere unitivo dell’Arte, il punto urbano da cui si riverbera la trasformazione e principia il cambiamento salvifico.

FORZA TUTT*

co-writer | Carlo Prati

Architetto e Dottore di Ricerca, insegna Progettazione presso l’Università di Genova. Tra i libri: “Jean Nouvel” (Edilstampa 2007), “Upgrade Architecture” (con C. Anselmi. Edilstampa 2010), “QOS” (Paombi 2012) e “Alien Urbs” (Prospettive 2013). Dal 2003 In parallelo all’attività professionale e di ricerca pubblica collage digitali, disegni di architettura e racconti brevi in cui attraverso il blog alienlog.wordpress.com.

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