TIRANA DESIGN WEEK: NUOVE SFIDE CONCRETE PER L’ALBANIA

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La Tirana Design Week, un’iniziativa della Polis University, Co-Plan, Metropolis e AUA (Albanian Union of Architects) con il supporto delle cattedre amministrative, (Professori: B.Aliaj, S.Dhamo, D.Shutina) e dello staff interno della Polis, (curatori: L.Bregasi ed E.Dajko) prevede per la prima volta in Albania, una nutrita serie di eventi incentrati sul tema del design. Nata come estensione della TiranaArchitectureWeeks, TDW alla sua prima edizione è concepita per sottolineare il cambiamento e lo spirito nuovo nell’arte, nel design e nell’architettura che ancora si respira in Albania nonostante il vuoto ed il collasso lasciati dal lontano regime comunista.

Tirana Design Week eletta evento dell’anno, se non altro per la sua capacità di orientare la cultura albanese verso il design e quella sensibilità contemporanea, fornendo nuovi strumenti pratici e concettuali. Il design infatti, è da sempre fattore di arricchimento per la società, e può esserlo in maniera più significativa per le nuove generazione di designer uscenti dalla Polis University.

TDW è quindi innovazione, ed è animata da una chiara volontà di connessione con quella cultura del design europeo ormai consolidata. Mirando proprio a questo aspetto tutti gli eventi vedono la partecipazione di architetti e designer provenienti dalle Regioni Balcaniche e dal Sud del Mediterraneo, uniti ad altri protagonisti dal Nord Europa. Gli obiettivi principali sono la partecipazione, la crescita culturale e la consapevolezza sociale, quest’ultima raggiunta grazie alle diverse iniziative promosse dai curatori con il coinvolgimento diretto dei cittadini di alcuni quartieri di Tirana, attraverso azioni urbane trasformative.

La manifestazione inoltre, risponde implicitamente ad alcune importanti questioni che investono la cultura albanese: qual’è il ruolo della futura classe creativa educata alla Polis? Come interagirà questa con una società che sta progressivamente cambiando e che aspetta la piena integrazione con l’Europa? Può il design, essere utilizzato come strumento per promuovere diversità e ricchezza perfino in un periodo di crisi economica come quello attuale?

Dal punto di vista storico, l’Albania, specialmente negli ultimi 20 anni, è stata caratterizzata da una crescita improvvisa della popolazione, specialmente nella capitale Tirana, e da un profondo desiderio di superare l’isolamento degli anni precedenti. Va sottolineato, che nei paesi limitrofi, nonostante le problematiche comuni, possono essere individuate crisi specifiche e ben caratterizzate. Per questo motivo al ruolo del design, la Polis affida un enorme potenziale, quello di imporsi come elemento d’unione e di confronto in una realtà, come quella dei Balcani, in continuo divenire. Il motto che accompagna tutti gli eventi è che ognuno può fare tesoro delle esperienze altrui, senza mai dimenticare le proprie!!

Le attività della Tirana Design Week sono state articolate secondo due modalità: quella educativa dei workshop e quella degli eventi, con mostre e public-lectures.  La prima dei workshop prevedeva esperienze in grado di riconnettere il piano teorico con quello pratico. Il tutto concentrato e approfondito nel periodo di una settima con laboratori dedicati al design e all’architettura. All’esperienza educativa segue quasi sempre quella costruttiva per la concretizzazione delle idee. Mentre in altri workshop si analizza la sfera sociale, coinvolgendo il pubblico con esperienze ludico partecipative, pensate per discutere in modo indolore le problematiche urbane più importanti.

Durante il workshop con l’architetto Kengo Kuma organizzato dal Professore Loris Rossi con la collaborazione dei professori Cristiano Lippa e Ko Nakamura, ci si è concentrati sulla ricerca di nuove strategie di urban design e di rinnovo dei tessuti periurbani, proponendo un toolkit che comprendesse azioni trasformative, eventi ed attività da applicare in alcune aree di Tirana.  La tradizione giapponese, della quale Kuma è il più significativo interprete, oltrepassa l’oggetto architettonico evidenziandone il carattere sociale e comportamentale, caratteri questi fondamentali della ricerca. Il tutto affiancato dalla partecipazione di una decina di studenti della Tokio University che per una settimana hanno invaso gli spazi della Polis.

viral ecologies workshop

viral ecologies workshop

D’altronde la rigenerazione e la rivitalizzazione  degli spazi pubblici di Tirana è da sempre uno dei temi più significativi ed inesauribili su cui lavorare. L’introduzione di nuove identità nella scala micro per risolvere la questione architettonica, è stato il tema del workshop organizzato nel quartiere Lapraka di Tirana dall’architetto Elvan Dajko. L’obbiettivo era quello di creare luoghi vivibili per lo scambio sociale, un playground per l’integrazione e l’interazione, per una migliore qualità della vita.

Attenzione particolare è stata data anche all’accessibilità dello spazio pubblico per favorirne l’uso da parte di persone disabili, con micro interventi realizzati con materiali di riciclo e low-cost, coinvolgendo abitanti e policymakers.

Segue l’esperienza dei “graffiti” guidata dal professore Eno Bajrami della Polis, una forma d’arte e di comunicazione che intreccia i diversi layer delle comunità locali. Seguendo i criteri della street-art come invasione dello spazio pubblico, il workshop urban activism, con questo tipo di approccio coinvolge ed attiva i cittadini, restituendo loro la capacità di gestire gli spazi.

Il giovane professore della Polis Ledian Bregasi con la collaborazione degli assistenti Erialda  Zekthi e Mariana Proko, danno vita a microistallazioni che si innestano nelle aree più problematiche di Tirana. Il team realizza inoltre una particolare istallazione dal carattere effimero, che anche se per un breve periodo genera una sorta di magia sul Lago artificiale di Tirana: mille punti luminosi adagiati sulle acque che vanno da una sponda all’altra, uniscono ipoteticamente le due estremità.

Anche il lifestyle e l’industrial design sono stati argomento della TDW. A tal proposito il designer Luis Kacmoli incentra il tema del suo workshop sulla possibilità di creare esperienze di design, trasformando la funzione di oggetti di uso quotidiano, mettendo così in piedi un laboratorio dai risultati che fanno ben sperare per il futuro del design albanese.

Durante i due workshop “Urban Debate e Snakes and Ladders rispettivamente di Mario Shllaku e Ledio Allkja, il gioco, usato come strumento di simulazione, innesca processi di collaborazione e concorrenza utili all’aspetto decisionale ed attuativo sull’uso dello spazio pubblico.

urban debate - workshop

urban debate – workshop

snakes and ladders - workshop

snakes and ladders – workshop

Un’altra iniziativa legata al tema del low-tech e del riciclo è stata quella della realizzazione della “green house, nel cortile della Polis. Ponendo l’accento sull’auto-costruzione gli studenti realizzano una piccola struttura in legno che ospita all’interno un piccolo giardino-orto. Questa grazie all’ausilio di una pelle trasparente funziona come una serra. Il workshop è stato coordinato dalla Professoressa Laura Pedata coadiuvata dall’architetto Letizzia Martinelli della Sapienza di Roma e con la collaborazione dell’architetto Rezart Struga.

polis grows green - workshop

polis grows green – workshop

polis grows green - workshop

polis grows green – workshop

Infine il Geodesic Dome inaugura un filone di ricerca di tipo ecologico, strutturale e parametrico. Durante  il workshop ideato e coordinato dal Professore  Antonino Di Raimo, in collaborazione con gli ingegneri della Polis, Egla Luca e Erdi Myftaraga, nasce questa struttura la cui forma è generata dal taglio a tre-quarti di una sfera e caratterizzata da un doppio involucro. Attualmente il Dome, con il patrocinio della Città, è posto nel centro di Tirana, in Piazza Skanderbeg. La cupola ospita al suo interno l’esposizione di alcuni progetti del laboratorio di Progettazione Architettonica dello scorso anno, che prevedeva la realizzazione di un piccolo osservatorio astronomico da posizionare sulle colline di Tirana. Illuminato durante la notte, il Dome, attira curiosi e visitatori invitandoli a scoprire i progetti in mostra. A breve la struttura verrà smontata e riassemblata negli spazi comuni della Polis per essere convertita in un ufficio mobile.

geodesic dome - workshop

geodesic dome – workshop

geodesic dome - workshop

geodesic dome – workshop

Nella seconda parte del TDW , quella dedicata alle open lectures e alle esposizioni, i numerosi partecipanti  hanno infine introdotto differenti temi che spaziano dalla sostenibilità al design applicati nella penisola balcanica. L’evento Thrift Shop Fashion guidato dalla fotografa Sonja Jojic, partendo da una visione ironica dei grandi marchi, mette l’accento sulla neo-creatività albanesi e sulla moda nazionale.

Ricchezza e diversità non sono dunque mancate a questa prima edizione della Biennale del Design albanese. Unica e prima nel suo genere, la TDW mostra con chiarezza come un’Istituzione educativa come quella della Polis sia in grado di creare un evento internazionale, perseguendo nella concretizzazione di un’idea dal suo concepimento alla sua realizzazione. Spazi dinamico e contraddittori, che ben descrivono l’attuale aspetto della città di Tirana restituendole il valore che gli spetta.

Figali Dardha + Anduena Dragovi | Polis University

  PhotoCredits: © Eranda Janku | © Qendrim Gashi |

© Ledian Bregasi| © Anduena Dragovi

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