POPHUB: UNA COMMUNITY DI RIATTIVATORI

“The chief function of the city is to convert power into form, energy into culture, dead matter into the living symbols of art, biological reproduction into social creativity”
Lewis Mumford

logoPopHub Il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 (PON “R&C”) è lo strumento attraverso il quale l’Italia contribuisce allo sviluppo della Politica di Coesione della Unione europea a favore delle proprie aree territoriali più svantaggiate.

In tale ambito, l’Unione europea e l’Italia hanno condiviso che una consistente quota delle risorse dei Fondi strutturali europei fosse destinata al sostegno delle attività di ricerca e innovazione nelle quattro regioni dell’Obiettivo “Convergenza” (Puglia, Calabria, Sicilia, Campania), con l’obiettivo di farne motori di sviluppo sociale e economico.

I progetti vincitori sono 58, ai quali sono destinati quaranta milioni di euro. Sono diciassette i progetti pugliesi risultati vincitori, e PopHub è uno di questi. Il progetto oltre ad essere premiato dal MIUR con il finanziamento, è tra i progetti vincitori della call for ideas “spazio pubblico | networks| social innovation” dell’ultima Biennale dello Spazio Pubblico a Roma promossa tra gli altri da INU, ANCI, INARCH e Legambiente.

PopHub_Diamo vita al dismesso è un progetto di innovazione sociale che mira a creare una rete tra persone e spazi urbani in una comunità per la riattivazione e rivalutazione di edifici abbandonati e sottoutilizzati. E’ un progetto dall’approccio multidisciplinare promosso da due studenti universitari di Bari, Silvia Sivo (Ingegneria Edile-Architettura) e Luca Langella (Scienze Politiche), sviluppato e “incubato” all’interno dello spazio co-working The Hub Bari.

Gli obiettivi del progetto rispondono a diverse istanze che agiscono simultaneamente, quella di una conoscenza più approfondita del patrimonio esistente nella propria città e nel proprio territorio, quella di denuncia di una situazione di abbandono e degrado degli immobili che si riflette nel contesto urbano, quella di una loro rivalutazione e rivitalizzazione. Un immobile vuoto è l’occasione per proseguire l’opera di risignificazione e di stratificazione della città, innescando nuove sinergie progettuali tra il pubblico e il privato che sappiano valorizzare le potenzialità del riutilizzo e produrre nuovo valore per la comunità.

Operando ad una scala locale sulla città di Bari il primo anno, il progetto si estenderà ad una dimensione regionale, quella della Regione Puglia, durante il secondo anno, fino ad estendersi durante il terzo anno alle regioni coinvolte dalla convergenza. La community dei riattivatori ha a disposizione tre modalità di “adozione” dell’immobile: attraverso il following è possibile seguire l’edificio online e ricevere aggiornamenti su di esso; l’adozione temporanea rappresenta uno step intermedio che contempla riattivazioni legate a particolari eventi promossi da privati o associazioni. L’accordo pubblico/privato è lo step più auspicabile e presuppone una gestione nel medio-lungo periodo.

screenshot poophub

PopHub si configura come un collettore che aggrega stakeholders pubblici e privati, sopperendo all’assenza o alla mancanza di incisività della governance territoriale. La piattaforma web oltre alla mappa racchiude una varietà di strumenti tecnologici interconnessi: un’app per iphone e android, QR code per la lettura delle schede informative dell’edificio, arricchite dai commenti degli utenti, un blog di buone pratiche utile tanto per le PA (per conoscere, catalogare e aggiornare il patrimonio in possesso) che per i privati (rappresentando una possibilità di rivalutazione diverse dall’abbandono o dalla vendita); tali attività online si completano con eventi spot e un festival annuale il cui compito è quello di procedere verso un’orizzontalità delle conoscenze e di ampliare l’impatto sociale del progetto, aprendolo ai non addetti ai lavori.

Si torna così ad evidenziare l’utilità sociale dell’architetto, che anche grazie ai social media ha la possibilità di ampliare le proprie competenze professionali con attività di service design, digital storytelling, facilitazione ed intermediazione.

L’uso della piattaforma attiva processi in grado di definire una nuova geografia urbana, una geografia emotiva che sia la base per costruire nuovi processi sui quali tenere alta l’attenzione grazie ad un uso strategico dei social media, che suscitino interesse e coinvolgimento attivo da parte della cittadinanza.

“La georeferenziazione si sta confermando come una delle più promettenti chiavi di accesso ai contenuti digitali in rete, portando qualcuno a parlare di “geosemantica” e a vedere nelle mappe la via dominante di organizzazione e delle informazioni nel web del futuro (o Web 3.0)  (Thielmann 2010).”

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Saverio Massaro | nITro

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