#ARCHITOIR

ARCHITOIR | Editorial

ll nuovo numero di On/Off vuole raccontare di una qualità nascosta che trasforma uno spazio qualsiasi in un luogo unico. Questa qualità non è misurabile in metri quadri né rappresentabile su una mappa, eppure è l’elemento che ci permette di riconoscere immediatamente un paesaggio, un borgo, una strada. Questo qualcosa ha un nome preso in prestito dalla tradizione della cultura enologica : terroir.
Il terroir non è semplicemente il suolo su cui camminiamo, ma la stratificazione invisibile di storie, relazioni e pratiche che quel suolo ha assorbito nel tempo. È ciò che fa sì che due territori apparentemente simili possano rivelarsi profondamente diversi, come due gemelli con destini divergenti. Mentre il concetto tradizionale di territorio ci parla di confini e proprietà, il terroir ci racconta di adattamenti, trasformazioni e sopravvivenze. […]

di On/Off Magazine Editorial Staff | nITro

FICARIA 2025: UN TEMPIO CONTEMPORANEO PER LA COMUNITÀ DI FICO

Come previsto, nel pomeriggio del 23 agosto è stato inaugurato Ficaria 2025: un padiglione collettivo di unione e contemplazione per la comunità di Fico, nei pressi di Gioiosa Guardia. L’opera è stata realizzata dal Sicily Lab su committenza del Comune di Gioiosa Marea. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale www.nitrosaggio.net/Ficaria2025/. Vorrei soffermarmi su alcuni aspetti di questo progetto. Si tratta della creazione di un vero e proprio “tempio contemporaneo”. La sua forma circolare richiama i circuiti megalitici (Stonehenge è l’esempio più noto) e la loro successiva evoluzione in templi circolari: dal tholos greco (celebre quello di Delfi) al Tempio di Vesta a Tivoli. Ficaria ne propone una rilettura attuale, consapevole del passato ma con “lo sguardo dritto nel futuro” (come direbbe Walter Benjamin con Pierpaolo Berti). È insomma un piccolo Angelus Novus che assorbe la storia per scriverne un nuovo frammento. […]

di Antonino Saggio | nITro

IL TERROIR DI CONTRADA FICO

Negli anni Sessanta del Novecento, nel dibattito architettonico fece la sua comparsa una parola nuova: territorio. Gli architetti iniziarono a interessarsi non soltanto alla costruzione di edifici, quartieri o città, ma allargarono il proprio sguardo a una dimensione più ampia, geografica. In quegli anni, alcuni libri affrontarono esplicitamente questo tema: basti ricordare Il territorio dell’architettura di Vittorio Gregotti, o il lavoro di Giancarlo De Carlo, in cui il concetto di territorio occupava un posto centrale. […]

di Antonino Saggio | nITro

Il PAESAGGIO CULTURALE TRA GEOFILOSOFIA E PRATICHE PROGETTUALI

Che cos’è (e cosa non è) il paesaggio culturale

Snodo cruciale nel dialogo interdisciplinare tra estetica, antropologia, filosofia e pratiche progettuali il concetto di paesaggio culturale può realmente funzionare come categoria operativa se ne superiamo le ambiguità terminologiche che ancora lo circondano. È utile innanzitutto chiarire ciò che il paesaggio culturale non è, ovvero evidenziare le sue riduzioni più frequenti nelle concettualizzazioni recenti. Il paesaggio culturale non è il semplice risultato della relazione tra configurazione territoriale e insediamento umano: una visione che ne limita drasticamente la complessità e la portata. […]

di Michele Fasolo | nITro

Contrada Fico (Gioiosa Marea, ME): geografia storica, rilievo fotogrammetrico e prospettive di valorizzazione del paesaggio agrario

Situata sul versante occidentale del Monte di Gioiosa (impropriamente noto anche come Meliuso), Contrada Fico rappresenta un microcosmo di paesaggio collinare mediterraneo in equilibrio tra ambiente naturale e antropizzazione storica. Questo settore montano, nel comune di Gioiosa Marea (ME), si configura come una cerniera tra la dorsale settentrionale dei Monti Nebrodi e la fascia costiera del Mar Tirreno, offrendo un panorama ampio e articolato, con visuali che si estendono fino alle isole Eolie.

L’area copre una superficie di circa 0,69 km² (pari a oltre 100.000 m²) e si sviluppa altimetricamente tra 440 e 806 metri s.l.m., con una quota media di 612 m. La morfologia è contraddistinta da forti pendenze (tra 2,33° e 60,1°, con una media di 22,5°) e da una configurazione a crinali e terrazze che riflette un’azione secolare dell’uomo sul territorio.

di Andrea Di Santo | nITro

MARCO NAVARRA
TRASPOSIZIONI SU UN PAESAGGIO FRAGILE

Ogni progetto nasce da un’incompletezza. Ogni luogo, prima ancora di essere disegnato, è un palinsesto: una superficie fragile e stratificata su cui si sono depositate voci, pratiche, memorie. È qui che si manifesta la natura profonda del terroir: non semplicemente come qualità agricola della terra, ma come sedimentazione culturale. Il terroir è ciò che resta. È il filtro temporale di un luogo, la sua capacità di trattenere, deformare, e restituire la storia in forme nuove. Piranesi, nelle sue celebri incisioni, non rappresentava le rovine per registrare la loro fine, ma per moltiplicarne le possibilità. Le sue Carceri d’Invenzione o le vedute di Roma non sono documenti, sono trasfigurazioni. Tracce reali si intrecciano con visioni architettoniche che non sono mai esistite ma che, nel loro slancio, aprono scenari. La rovina, per Piranesi, è generativa. Un frammento, un arco, una colonna: tutto diventa materia di nuova costruzione. Il passato si fa vivo nel presente e prefigurazione del futuro. […]

di Martina Cristaudo | nITro

RURAL STUDIO: L’architettura come riscatto e pensiero che costruisce comunità

Nel cuore dell’Alabama, un gruppo di studenti costruisce case per i poveri. Lo fa con materiali di recupero, idee radicali e mani sporche di fango. Non è beneficenza: è architettura, educazione, un gesto di giustizia. Nel 1993, due docenti dell’Auburn University, Samuel Mockbee e Dennis K. Rut, scelsero Hale County, territorio tra i più poveri degli Stati uniti, come scenario per dar vita a un esperimento tanto audace quanto necessario: Il Rural Studio. In un contesto segnato da segregazione razziale, isolamento e povertà cronica, l’architettura diventava, per la prima volta in modo sistematico, uno strumento di riscatto sociale. […]

di Chiara Corsetti | nITro

UN PLAYGROUND ARCHITETTONICO. Connessione con il Territorio e Contrada Fico

Nel cuore della Sicilia, tra le colline che si affacciano sul Tirreno, sorge Contrada Fico, un piccolo borgo di circa trenta abitanti immerso in un paesaggio che racconta storie di pastorizia e viticoltura. È qui che il SicilyLab, guidato dal professor Antonino Saggio, ha deciso di avviare una nuova fase di ricerca progettuale, proseguendo un percorso che da oltre un decennio si intreccia con la realtà di Gioiosa Marea. Dopo l’esperienza alla Biennale di Venezia 2025, il gruppo ha scelto di concentrarsi sul tema della connessione con il territorio e la comunità, immaginando un’installazione che si fonda con il contesto e che possa, allo stesso tempo, diventare occasione di incontro, sperimentazione e attivazione sociale. In questa nuova esplorazione progettuale, si intende riflettere sul valore dell’attività ludica in architettura, intesa non solo come gioco infantile, ma come strumento creativo, relazionale e funzionale. Il gioco, in questo senso, può diventare un mezzo per attivare spazi condivisi, stimolare l’interazione tra gli abitanti e generare nuove forme di appropriazione dello spazio. Il concetto di ludico diventa così una strategia progettuale, non un’aggiunta estetica o accessoria. […]

di Federica Mercuri | nITro

AMANZIO FARRIS. La relazione fra dimensione antropologica e naturalistica degli spazi

L’architettura è in grado di amplificare la relazione tra individuo e luogo anche in assenza di monumentalità, uno spazio minimo può divenire grazie ad essa uno spazio intimo di contemplazione del paesaggio. Amanzio Farris rappresenta una figura di riferimento nell’architettura italiana contemporanea per la sua capacità di intervenire con sensibilità e intelligenza nei luoghi, trasformando esigenze funzionali in opportunità poetiche e culturali. Le sue opere invitano a riscoprire il valore del paesaggio, della memoria e dell’esperienza quotidiana dello spazio urbano. Il concetto alla base del suo operato si sposa perfettamente con la filosofia del “terroir” che coinvolge la dimensione antropologica e non unicamente quella naturalistica di un luogo; nonché quello che riguarda la tradizione del luogo. Fra i progetti più famosi dell’architetto Farris ritroviamo un filo conduttore ovvero la presenza di un unico e preponderante protagonista: il paesaggio. […]

di Roberta Recchia | nITro