GLOCAL / MARE NOSTRUM

Anni fa è stato pubblicato il libro “Odissea Digitale” scritto da Ian+ per la collana The IT Revolution in Architecture. L’idea del viaggio e della scoperta del nuovi legami nel mediterraneo tra le nuove generazioni di architetti era il filo che dava la struttura al libro e la ragione del titolo. Dal libro cominciavano ad emergere alcuni caratteri peculiari della scena mediterranea. Innanzitutto una volontà di fare rete e di tessere relazioni, come se i traffici che seguivano su questi mari le rotte dei fenici, dei greci, dei romani, delle repubbliche marinare italiane o dei veneziani continuino a tracciare percorsi che determinano comuni intenti e comuni sentire. Molte cose uniscono: il paesaggio, l’acqua, una stessa radice linguistica. E su queste similitudini si costruiscono reti, progetti, idee, edifici.

Italy from Space

Il Sicily Lab è nato per rafforzare anche queste reti. E’ nato nel 2006 a Gioiosa marea in provincia di Messina in una paese di mare, come emanazione, ulteriore sede operativa e progetto educational del gruppo NitroSaggio.

Un gruppo – il New Information Technology Research Office – di architetti e designer che è stato fondato a Roma nel 2003. La filosofia operativa del gruppo Nitro è sviluppare azioni, proposte, idee nel quadro del rinnovamento della cultura architettonica italiana in particolare nei rapporti tra Informatica e Architettura. In questo quadro, appunto, è nato nella primavera del 2006 il Sicily lab, che ha intessuto gradualmente una serie di contatti con la realtà siciliana in generale e con quella di Gioiosa.

Alcune tappe significative sono state: i primi studi sulla realtà di Gioiosa e delle proposte progettuali per il suo tratto di spiaggia – bellissimo ma stretto tra la ferrovia e il mare; la proposta per la creazione di un piccolo porticciolo fluviale; lo studio per l’area del Borgo marinaro; un progetto di concorso per la riqualificazione del  Centro urbano della cittadina; l’organizzazione della mostra del gruppo internazionale Plasma Studio e di una serie di altre mostre sulle esperienze e proposte su Gioiosa marea che si sono tenute alla galleria Angelica&Orlando – la galleria del Sicily lab aperta nel 2009 lungo il corso principale della cittadina.

Il lavoro del Sicily lab nel territorio della provincia di Messina, in particolare tra Patti e Gioiosa marea, ha ottenuto il premio Giovanni Vaccarini 2009 per la migliore scuola di architettura in Sicilia. Gli esiti, naturalmente, sono stati più volte presentati in conferenze sia Sicilia che altrove.

I rapporti con la municipalità, con membri qualificati della cultura siciliana, con istituzioni come l’InArch Sicilia e l’Ordine degli architetti di Messina, con la ditta Caleca e con particolare intensità e continuità con la Fondazione Antonio Presti, sono crescente intensità, ma il Sicily Lab è stato da sempre pensato non solo nei suoi rapporti con la cultura radicata in Sicilia, ma anche come luogo di fertilizzazione e di incontro tra culture diverse.

Sicily_Lab_2013_Cefalù

I partecipanti al Sicily Lab 2013 con Marcello Panzarella a Cefalù

Proprio per questa ragione al Sicily Lab sono stati ospitati workshop e incontri con Università internazionali. In particolare l’Università Tulane con sede a New Orleans e l’università Texas Tech con sede a Lubbock. Gli studi compiuti in queste occasioni che hanno avuto come tema quello di Plug-in design, micro interventi negli spazi pubblici di Gioiosa Marea, hanno esemplificato il ruolo catalizzante dell’Information technology nella progettazione contemporanea degli spazi pubblici e sono stati oggetto della pubblicazione di cataloghi e di diversi articoli su “On&Offil magazine curato dal gruppo Nitro sin dal 2006.

In questo contesto, particolarmente vivi ed intensi sono i rapporti con l’Università Polis che ha sede a Tirana. Si tratta di una giovane istituzione che però, per la sua alta qualità scientifica e didattica, è accredita ufficialmente sia nei suoi programmi di Architettura, di Planning e di Design sia nel suo programma post graduate. I rapporti con la Polis esemplificano l’idea del glocal.  Perché il Sicily Lab, rimanda al “fare rete” come possibile risposta nell’affrontare la dicotomia tra locale e globale. E non si tratta semplicemente di una volontà di fare rete per sé perché sono i temi stessi che determinano connessioni.

Per esempio il Sicily Lab ha lavorato molto sull’idea di “innesto” di plug-in per riqualificare nell’esistente inserendo anche coefficienti di intelligenza ambientale e digitale: Questo è un tema importante per i contesti delle nuove città ad alta ridensificazione anche dell’Albania e ha determinato già studi comuni. In questo nostro ambito culturale, inoltre,  il paesaggio è sentito come fatto antropico che connette in un insieme continuo città, architettura, coltivazioni e grandi emergenze naturali. Questa idea di territorio antropizzato conduce logicamente al tema della sostenibilità e quindi ad un uso consapevole e intelligente delle risorse. E il pensiero neoecologico non è come ben sappiamo scisso dal pensiero digitale anzi l’uno è la stessa faccia dell’altro. L’idea di lavorare per città luminose e aperte, attive e multietniche, che creano nuovi spazi e nuove funzioni, che trasformano le parti abbandonate e fanno rinascere i centri antichi, è certo uno degli ambiti  principali di studio e di applicazione anche dei nuovi legami tra gli architetti del Mediterraneo.

Tornando specificatamente a rapporti tra il Sicily Lab e la Polis questi rapporti sono intensissimi, non solo per i temi di ricerca che si condividano ma anche perché alcuni membri storici di Nitro ricoprono oggi importanti ruoli di insegnamento nella Polis, perché chi scrive vi ha tenuto molte conferenze ed è tra gli advisor della Polis e soprattutto per la grande stima che unisce il Sicily Lab alla Polis. Il comune spirito mediterraneo che lega Sicilia ed Albania, gli aspetti culturali e paesaggistici cui abbiamo fatto cenno, la stessa permanenza in Sicilia di paesi dove ancora si parla albanese fa vivere un paesaggio fatto di comuni tracce. E’ comprensibile quindi che gli architetti albanesi venendo al Sicily Lab trovino un ambiente estremamente stimolante, culturalmente e paesaggisticamente, ma anche, in qualche modo, a loro “non estraneo”, non remoto… che quasi li invita ad una sorta di riscoperta di loro stessi in questo contesto.

Nel 2013 si sono creati tre gruppi misti di lavoro, a metà composti da architetti del gruppo Nitro e a metà da architetti pianificatori o laureandi della Polis. Lo scopo era quello di affrontare un compito molto specifico, suggerito al Sicily Lab dalla amministrazione di Gioiosa: la ridefinizione di un tratto della strada principale, lunga circa cento metri e prospiciente il Sicily Lab, in cui insisteva tra l’altro un lotto libero e il piccolo museo Antiquarium del paese.

Per affrontare il tema in maniera consapevole ed entro i canoni della ricerca del Sicily lab e della stessa Polis si è dato nome al progetto e al seminario Interventi Micro – Macro nel Territorio del Mediterraneo. L’idea era, ovviamente, che non potesse esistere alcuna proposta credibile, per questa situazione specifica, che non prendesse in considerazione la scala macro, per poi trovare la sua realizzazione sia nelle scelte spaziali e architettoniche sia nella specifica azione di disegno dello spazio urbano e delle sue componenti.

area2013b

l’area prospiciente il Lab

Di conseguenza l’approccio teorico al progetto si è sostanziato in otto lecture e in un seminario sull’Interattività. Sulla base di questi input e della situazione specifica si è chiesto a tre gruppi distinti, ma ciascuno pluridisciplinare e internazionale, di rispondere a tre famiglie di problemi.

Il primo riguarda la scelta di un programma d’uso che possa arricchire economicamente e culturalmente la città di Gioiosa e il suo territorio. Quali peculiarità storiche, geografiche ed economiche si possono sviluppare che siano sostenibili e compatibili? Quale strategia, alla grande scala, può essere di sostegno sistemico ed economico al progetto? Come trovare finanziamenti e imprenditori per svilupparlo concretamente?

Il secondo ordine di quesiti ha riguardato la spazialità architettonica e la natura specifica del programma funzionale che si poteva sviluppare nel nuovo edificio e nel recupero dell’esistente. In particolare quali scelte architettoniche risultano, nella specifica situazione, le più appropriate e rispondenti anche in rapporto alla particolare orografia del sito e alle specificità di ciascun programma?

Il terzo ordine di problemi  riguarda gli interventi alla scala del design urbano, sia tramite dei “plug-in” intelligenti e sistemici rispetto alle caratteristiche di ciascun progetto sia con l’insieme delle componenti di arredo, vegetazione e pavimentazione degli spazi urbani coinvolti. Componenti che evidentemente, come è giusto che sia, collaborino e rafforzino la strategia complessiva del progetto.

Tre progetti che affrontano tutte e tre le scale sono entrati in concorrenza tra loro rispondendo in maniera completa e globale alla sfida.

angelica team

Angelica Team – “Marea” project

Attraverso il voto di una giuria composta da sedici qualificati esperti (amministratori, docenti, studiosi e architetti), il progetto risultato vincitore  è stato quello dal titolo Marea che ha suscitato un vivissimo interesse tra i membri. Grande interesse come si può vedere dai commenti ha suscitato anche il lavoro denominato Dedalus, mentre il progetto  intitolato Itinerant Contingencies ha suscitato un vivo interesse, in particolare per il programma di educazione permanente che ha proposto sia alla macro che alla micro scala. Grande entusiasmo di tutti gli architetti partecipanti al workshop e dei membri della jury.

Alcuni giorni dopo il compimento del workshop il direttore del Sicily Lab ha tenuto una conferenza all’Eolian Hotel di  Milazzo su invito dall’Ordine degli Architetti di Messina. In questa occasione, illustrando le esperienze e il lavoro del Sicily Lab e il rapporto con la cultura e l’information technology ha auspicato la creazione della Cultural Coastal Train per mettere a sistema attraverso la ferrovia esistente una serie di realtà territoriali tra Milazzo e Cefalù, ciascuna caratterizzata da una forte potenzialità educativa e culturale. Anche questa proposta è stata possibile perché fecondata dagli intensi rapporti culturali, amicali e professionali che si sono intessuti nel Sicily Lab. Un luogo di scambio e di approfondimento delle conoscenze, una nave in moto idealmente tra sponde lontane ma convergenti.

Antonino Saggio | nITro

Cover by Valerio Galeone | nITro

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Una risposta a “GLOCAL / MARE NOSTRUM

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